Chi siamo

Mi chiamo Gullo e ho aperto Gullo’s Bar per fare quello che amo: accogliere, cucinare con ingredienti veri e dare spazio a chi lavora bene nei territori che rischiano di svuotarsi.

Ogni piatto racconta una storia: quella del produttore che lo ha coltivato, del territorio da cui proviene, delle mani che lo hanno trasformato. Crediamo nel valore delle relazioni dirette e nella stagionalità autentica.

Gullo’s Bar è nato nel cuore del Villaggio Olimpico, un quartiere che respira storia e comunità. Qui vogliamo essere un punto di riferimento dove ritrovarsi, condividere e scoprire sapori che hanno un significato.

Il Villaggio Olimpico

Il Villaggio Olimpico nasce nel 1960 per ospitare gli atleti dei Giochi Olimpici di Roma. Progettato da grandi architetti italiani, questo quartiere è stato concepito come un modello di convivenza e integrazione.

Oggi il Villaggio è un quartiere vivo, multiculturale, ricco di storia e di storie. Le sue strade, i suoi edifici, i suoi spazi verdi sono testimoni di decenni di vita quotidiana, di incontri, di trasformazioni.

Gullo’s Bar si inserisce in questa tradizione: un luogo dove le persone si ritrovano, dove si condividono momenti e dove la cucina diventa un ponte tra generazioni e culture diverse.

In cosa crediamo

Cinque pilastri. Niente proclami: solo cose che facciamo tutti i giorni e che, sommate, fanno il posto in cui vi accogliamo.

Materia prima vicina.

Lavoriamo con piccoli produttori del Lazio, presìdi Slow Food, aziende biologiche e biodinamiche. Una rete corta, fatta di nomi e di volti.

Fatto in casa.

Dal pane ai dolci, passando per le marmellate e i centrifugati. Trasformiamo quello che possiamo per evitare imballaggi inutili.

Plastic free.

Acqua microfiltrata, bottiglie in vetro e alluminio. Tovaglioli e posate da asporto compostabili. Niente compromessi al banco frigo.

Riuso.

Stoviglie dal Mercatino dell’Usato, attrezzature dal Mercato Fallimenti di Pomezia. Una cosa che funziona già non ha bisogno di essere prodotta di nuovo.

Il piatto sospeso.

Ogni 10 piatti venduti, il valore dell’undicesimo va in beneficenza ad associazioni no profit attive nella formazione e nell’alimentazione locale.