Apriamo le porte.

Dopo mesi di lavori, banco e cucina sono pronti. Vi aspettiamo con il nostro caffè, le crostate appena sfornate e i piatti che hanno fatto innamorare i primi vicini di casa.

Mesi fa, davanti a un foglio bianco, ho scritto una sola frase: «un posto in cui la gente del Villaggio Olimpico abbia voglia di tornare». Tutto quello che è successo dopo — il banco scelto un sabato pomeriggio a Pomezia, il tavolo recuperato da una vecchia osteria, il forno che ho cercato per settimane prima di trovarlo dell’usato — è solo la traduzione concreta di quella frase.

Adesso ci siamo. Banco e cucina sono pronti, le sedie sono state spolverate, le piante si sono ambientate. Le rose hanno aperto i primi boccioli sotto la panchina d’ingresso e fanno un odore che non immaginavo: dolce, persistente, una di quelle cose che ti fa rallentare il passo senza che tu te ne accorga.

Vi aspettiamo dal primo giorno con il nostro caffè, le crostate appena sfornate, i taglieri della casa e i piatti che hanno fatto innamorare i primi vicini che hanno avuto la pazienza di assaggiare le prove. Il menu non è lungo — è scelto. Ho preferito poche cose fatte bene a una lista chilometrica di compromessi.

Una cosa che ho imparato in questi mesi: per riaprire un bar di quartiere ci vogliono mille piccole scelte. Quale acqua servire (microfiltrata, non in plastica). Da chi prendere il pane (un forno a venti minuti da qui, che lavora con grani antichi). Come trattare un cliente che entra solo per il giornale (come tutti gli altri, esattamente come tutti gli altri). Le abbiamo fatte tutte pensando a chi entrerà — voi.

Il Villaggio Olimpico, quando ci sono arrivato, era un posto che mi ha colpito subito per una cosa strana: la gente si saluta ancora. Si saluta sulla panchina, al mercato del venerdì, davanti alla scuola. È un dettaglio piccolissimo, ma in una città grande come Roma è quasi un miracolo. Gullo’s Bar nasce per dare a quel saluto un posto dove fermarsi.

Passate a salutarci, anche solo per un caffè. Non serve prenotare per un espresso. E se siete venuti per un pranzo lungo, sappiate che siete nel posto giusto: i tavoli sono pochi apposta, perché vogliamo che chi si siede abbia il tempo di mangiare con calma.

Ci vediamo da lunedì — anzi, no, il lunedì siamo chiusi. Da martedì.